martedì 17 giugno 2008

Altro che scusa, ricusa!

Va avanti ininterrottamente la campagna diffamatoria portata avanti da Berlusconi nei confronti della magistratura al fine di denigrarla e renderla ogni giorno più debole agli occhi dei cittadini. Anziché scusarsi per tutto ciò che sta combinando (emendamenti salva rete 4, patteggiamento allargato, intercettazioni, ecc.), infatti, oggi, in linea con quanto sta facendo da quando è sceso in campo, ha avuto il coraggio di chiedere la ricusazione (ossia quella procedura che consiste nel chiedere la sostituzione di un giudice in un determinato processo con un altro) nei confronti di Nicoletta Gandus (in foto), giudice della procura di Milano che si sta occupando del processo Mills, nel quale il cainano è imputato per corruzione in atti giudiziari. La motivazione addotta da parte di B. (non riesco a scrivere due volte di seguito il suo nome per intero senza avere un attacco di vomito, perdonatemi) per giustificare questa mossa saggiamente delinquente è stata che tale giudice pecca di "grave inimicizia" nei suoi confronti, in quanto in passato avrebbe assunto posizioni pubbliche di netto e violento contrasto contro alcune leggi varate nel precedente governo Berlusconi.

Il messaggio che ancora una volta Mr B. invia ai cittadini è, a mio avviso, chiaro; sembrerebbe voler dire con la sfacciata calma che lo contraddistingue: "La legge è uguale per tutti. Ma non per me".

lunedì 16 giugno 2008

Arrestateci tutti

Così come hanno proposto di fare molti esponenti del mondo giornalistico, politico ed altri settori, io, qualora passasse la legge fascista sulle intercettazioni che censura le informazioni, metterò in atto quella che viene chiamata "disobbedienza civile" e scriverò, qui su questo blog, sebbene esso non sia una testata giornalistica, ogni informazione in mio possesso, le cui fonti saranno per lo più siti web "disobbedienti"; lo farò anche se quest'informazione rientrasse nel catalogo delle informazioni che la gente non deve più sapere, correndo il rischio di essere arrestato.

Qui l'iniziativa dell'Italia Dei Valori, dal titolo "Arrestateci tutti":

domenica 15 giugno 2008

Intercettate falsità

La discussione politica che infiamma il dibattito di questi giorni concerne il disegno di legge sulle intercettazioni. Prescindendo dal fatto che trovo questa proposta di legge un palese attacco alla democrazia degno del miglior regime autoritario, vorrei fermarmi un attimo a fare una piccola analisi di ciò che succederà se questo disegno di legge dovesse essere approvato dal Parlamento, chiarendo prima alcuni aspetti e rettificandone altri che sono stati volontariamente falsati da alcuni mezzi di distrazione di massa quali, ad esempio, i telegiornali Mediaset e dallo stesso Ministro dell'Ingiustizia Alfano.

E' stato detto che gli italiani intercettati sono milioni: FALSO.
E' stato detto che le intercettazioni costituiscono un terzo della spesa per la giustizia: FALSO.
Come si può tranquillamente vedere dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia, infatti, il numero di persone intercettate in Italia in un anno è sempre compreso tra 20.000 e 25.000, di cui l'80% per il reato di associazione mafiosa, e che le spese per le intercettazioni non costituiscono il 33% della spesa totale per la giustizia e nemmeno il 20%, o il 10 o il 5, bensì il 2.5%! Ora, se la matematica non è un'opinione, tra ventimila e un milione c'è una bella differenza e lo stesso vale tra il 33% e il 2.5%, quindi, a meno che al ministero non sappiano la distinzione tra migliaia e milioni - il che sarebbe alquanto preoccupante ed inquietante - il Ministro ad personam Alfano e i telegiornali ad personam di Mediaset (e non solo) raccontano balle (tanto per cambiare). Inutile dire che tutto ciò è stato fatto come campagna giustificativa per varare un provvedimento che NESSUNO vuole, se non la solita Casta, accompagnata dai vari delinquenti e furbetti del quartierino.

In ogni caso, ciò che preoccupa di più sono le drammatiche conseguenze che questa legge porterà inesorabilmente con sé. Infatti, se dovesse passare così com'è stata approvata dal consiglio dei ministri, le intercettazioni non sarebbero più utilizzabili per i reati con una pena inferiore ai 10 anni di carcere, fatta eccezione per i reati di corruzione e concussione. Rimangono fuori, dunque, i reati tipici della casta: falso in bilancio, evasione fiscale, reati societari e truffa aggravata ai danni dello Stato oltre ad alcuni reati inerenti a mafia e terrorismo come la falsa testimonianza e reati connessi. Insomma, per tutti questi reati non si potrà più usare il formidabile strumento delle intercettazioni, formidabile proprio perché inaspettato e perché coglie impreparati, cosa, questa, che spaventa molto chi delinque. Inoltre, se durante un'intercettazione emergono fatti che fanno supporre che la persona intercettata abbia commesso altri reati, questa intercettazione non potrà essere utilizzata come prova del nuovo reato appena scoperto. Per concludere in bellezza, il risultato delle intercettazioni non può essere reso noto all'opinione pubblica prima che inizi il processo (i giornalisti che ne parleranno, anche in forma riassuntiva, rischieranno fino a 3 anni di carcere). Ciò significa che gli avvenimenti della clinica Santa Rita, se questa legge fosse già stata in vigore, li avremmo saputi probabilmente tra qualche anno.

Lascio a voi le conclusioni, perché io sono troppo nauseato per poterle esternare. L'unica cosa che riesco a dire è che sono veramente incredulo per quello che sta accadendo e che vedo la fine ogni giorno più vicina.
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