sabato 19 luglio 2008

Carletto, il principe dei sogni

Sono passati sette anni da quel terribile 20 Luglio 2001. Naturalmente oggi al telegiornale nessuno si è sprecato di parlare di te, di quello che è successo in quei giorni e soprattutto quel giorno. Nessuno ha voluto ricordarti, perché la tua vicenda rimane tutt'oggi scomoda. La tua uccisione ingiustificata, seppure forzatamente giustificata da legittima difesa, non ha mai convinto nessuno, se non chi aveva già deciso ancora prima che succedesse il fatto che la colpa era tua e degli altri manifestanti, e non di chi ti ha ucciso. Ricordo il quotidiano "Libero", che ancora prima di sapere i fatti nel dettaglio, il giorno dopo la tua morte intitolava la prima pagina con "Si tratta di legittima difesa" perché "il carabiniere era minacciato e senza via di scampo", evidenziando platealmente una presa di posizione precostituita e pro-governativa.
Nessuno parla delle motivazioni che hanno spinto le forze dell'ordine a caricare un corteo pacifico e del fatto che l'hanno caricato talmente bene, che per alcuni di loro sono fioccate promozioni.
Nessuno parla più del fatto che tra i cosiddetti black bloc c'erano degli infiltrati della polizia in borghese che parlavano con gli agenti in divisa, e che contribuivano a creare devastazione.
Nessuno parla della "teoria" secondo cui si sia fatto tutto questo in modo tale da giustificare la repressione e della teoria secondo cui questa volontà repressiva sia stata voluta dall'alto (l'allora Ministro degli Interni Scajola ammise di aver dato ordine di sparare sulla folla qualora i manifestanti avessero invaso la zona rossa), da un governo di centro-destra al fine di infangare i no-global e i manifestanti della sinistra estrema.

Nessuno, insomma, vuole più ricordare la devastazione di sette anni fa. Nessuno vuole più ricordare la tua morte insensata.
Ma io non dimentico. Io non ti dimentico, e con me, ne sono sicuro, tantissimi altri.

Ciao, Carletto, principe del sogno di un mondo più giusto.

giovedì 17 luglio 2008

Patteggiamento fantasma

Scopro oggi che nel pacchetto "sicurezza" approvato ieri alla Camera è stato aggiunto all'ultimo minuto un emendamento. A dimostrazione del fatto che quelli che dicono che l'informazione italiana è asservita ai poteri forti non soffrono di allucinazioni perenni e di uno stato confusionale perpetuo, la notizia di questo emendamento non è apparso su alcun giornale, né tantomeno è stato annunciato su alcun telegiornale. Tale emendamento riguarda un'ulteriore possibilità di patteggiamento per una persona imputata in un processo. Mi spiego meglio: secondo la legislazione vigente la possibilità di richiedere il patteggiamento è prevista prima dell'inizio del processo. Essa consiste in un accordo bipartisan tra accusa e difesa le quali decidono di fatto che l'imputato debba scontare la pena e questa pena, grazie al patteggiamento, cioè all'accordo da essi trovato, sarà ridotta di un terzo. La ratio di questo istituto giuridico è di fare in modo che il processo, dato l'accordo tra le due parti, possa chiudersi nel minor tempo possibile, evitando di far perdere tempo e danaro al sistema giudiziario e garantendo così un minor ingolfamento della giustizia. Ora, cosa prevede invece questa nuova norma inserita nel pacchetto sicurezza? Prevede che la possibilità di patteggiare sia prevista anche dopo il processo. Quindi se in un processo che si avvicina alla sentenza l'imputato si accorge di non avere o di avere scarse possibilità di essere assolto può richiedere il patteggiamento e in questo modo diminuire la sua pena di un terzo e, allo stesso tempo, evitare di dover spiegare le ragioni della colpevolezza, in quanto il patteggiamento non equivale ad una sentenza di condanna ma ad una sentenza di presa d'atto sull'accordo di una pena, a prescindere dalla colpevolezza. Tutto ciò, naturalmente, avviene dopo che è stato perso del tempo per svolgere l'intero processo e che sono stati utilizzati mezzi finanziari per sostenerlo. Ma non è finita qui. Questa simpatica leggina avrà effetti devastanti sulla certezza della pena: infatti, si garantirà l'impunità a chiunque abbia commesso un reato che preveda una pena fino a 7 anni e mezzo. Perché, vi chiederete? Ve lo spiego subito: prendiamo come esempio proprio una pena di 7 anni e mezzo. L'imputato decide di patteggiare e quindi riceve uno sconto di un terzo sulla sua pena, arrivando a 5 anni. A questo punto subentra il caro e vecchio indulto, che riduce la pena di altri 3 anni. Risultato finale? 2 anni. In Italia per reati fino a 2 anni non è previsto il carcere, ma l'obbligo di affidamento ai servizi sociali.

E' proprio azzeccato il nome "pacchetto sicurezza". Sicurezza di non esser condannati.

martedì 15 luglio 2008

Viva gli ignoranti

Pubblico qui sotto un post di Daniele Martinelli (un giornalista libero) dal titolo "Viva gli ignoranti" che considero brillante ed eloquente e che condivido in toto. Se apparissero articoli così sulla prima pagina del Corriere della Sera sarebbe tutta un'altra cosa: complimenti Daniele! Consiglio anche di seguire il suo blog, uno dei più interessanti della rete: http://www.danielemartinelli.it/


"L’ignoranza uccide. La presunzione è la sua morfina. Ci sono 2 grandi branche di ignoranti: una consapevole di esserlo e rassegnata. Perciò ricattabile per spirito di sopravvivenza. Un’altra frustrata e perciò presuntuosa. Anch’essa solitamente ricattabile perché la contropartita di un favore può significare l’ottenimento di una posizione sociale da ostentare senza merito.La differenza fra l’ignorante e il colto credo stia nel “grado di elevazione” che ognuno di noi ha fin dalla nascita. Il grado di elevazione non è il quoziente intellettivo, è una sorta di predisposizione alla conoscenza. L’ho letto su un manuale di cultura buddhista e mi ha convinto, anche se sono rimasto votato all’ateismo.Il grado di elevazione può essere più o meno accentuato ma rende nella definizione proprio perché “eleva” dal resto di una maggioranza di persone predisposte a rimanere cerebralmente appiattite per tutta la vita.Il grado di elevazione si palesa con l’amore all’osservazione e all’analisi di ciò che ci circonda. Lo stimolo all’osservazione spinge allo studio per accrescere la propria conoscenza. La conoscenza, a sua volta, incute sicurezza e fiducia nei propri mezzi. L’analisi è l’approfondimento di ciò che si conosce, che mescolata all’esperienza porta gradatamente alla saggezza tipica della mezza età.A seconda del tipo di conoscenza che si sviluppa si elevano creatività, associazione di idee e soprattutto memoria.

Siccome il grado di elevazione è presente fin dalla nascita, va fatto, a mio avviso, un distinguo per quei bambini elevati figli di genitori appiattiti. Sono i più sfortunati e anche i più numerosi perché oltre che non essere ascoltati ed assecondati, vengono orientati, schiacchiati, recintati e perciò penalizzati nella loro crescita e nelle loro possibilità. Soltanto se saranno ostinati diverranno studenti disadattati, tardivi e in perenne conflitto col mondo appiattito che li circonda. Una volta cresciuti, se trovano superiori “altruisti”, questi soggetti si realizzano senza avere il classico foglio di carta perché referenziati. Il loro stimolo e la loro ostinazione li avrà portati a “rubare” il lavoro agli altri imparando presto a diventare competitivi. Gli altri, quelli meno ostinati, saranno rimasti degli anonimi cittadini con la fissa, ossia l’hobby di giornate intrise di impegni sgraditi.

Quando il grado di elevazione, e quindi l’ostinazione, non sono così forti avremo un individuo sopraffatto da genitori piatti che diventerà un uomo poco elevato tendente al rassegnato appiattimento. Ecco allora l’adolescente incompreso e frustrato che si ribella ai genitori trovando nel gruppo degli amici il suo modello di riferimento. Gli amici sono lo svago da una giornata da dimenticare fatta di un lavoro o di una scuola forzati fra l’indifferenza dei genitori che si aspettano pure i migliori risultati. Genitori che spesso riversano sul figlio le loro frustrazioni dicendosi “brave persone che han sempre lavorato! Non come te lazzarone…”. Questo adolescente diventa quasi sempre un tossicodipendente impasticcato. Plateale ed arrogante se estroverso, violento e tracotante se introverso. Che sia nato a Milano o ad Isernia non fa molta differenza.

Siccome il grado di elevazione porta ad un adulto ostinato e sensibile sorretto da cultura propria, come gli ignoranti, ritengo esistano 2 grandi branche di colti: gli altruisti e i menefreghisti. Gli altruisti sono gli elevati realizzati che per circostanza, o per fortuna, si sono conquistati ruoli di comando col sacrificio e con le batoste a cui ci hanno fatto il callo perché spinti dal loro grado di elevazione. In quanto persone sicure dei propri mezzi non temono la concorrenza. Anzi, se intravedono qualcuno valido cercano di aiutarlo e di renderlo parte attiva del proprio gruppo. I colti altruisti sono persone dominate da senso di responsabilità collettiva. Apprezzano e si accontentano del guadagno del loro operare perché funzionale all’ottenimento dei loro obiettivi utili per tutti. Siccome sono soddisfatti dei loro obiettivi favoriranno la crescita solo di elementi validi ed elevati come loro e non sentiranno il bisogno di rubare o sottrarre le altrui ricchezze con l’inganno.

I colti menefreghisti, invece, sono i più numerosi perché solitamente cresciuti in famiglie economicamente agiate, con genitori meno frustrati perché usi a svaghi consentiti da una condizione economica che HA contribuito a mantenere una convivenza forzata per il bene dei figli. Il colto menefreghista è un elevato amato dai genitori benestanti che cresce negli agi, studia non sempre con profitto e si nutre del proprio ego pensando soltanto alla realizzazione di se stesso. Forte delle rassicurazioni di genitori che gli promettono vie preferenziali al mondo che conta, il sacrificio passa in secondo piano. Le batoste saranno meno perché ci sarà sempre la spinta di un superiore colto menefreghista amico di famiglia, alla ricerca di innocui mediocri funzionali al proprio potere che non nuocciono alla causa del merito. Un colto menefreghista accecato dal proprio obiettivo è anche ricattabile. Il colto menefreghista raccomandato non si avvarrà mai di un valido colto altruista. Anzi, quando lo individuerà lo terrà lontano usando tutti i mezzi a disposizione per gettare discredito.

L’Italia di oggi è dominata da Silvio Berlusconi, un ricco menefreghista che grazie al suo elevato carisma si è potuto accerchiare di un esercito di colti menefreghisti ricattabili in tutti i settori strategici della democrazia.Nel potere esecutivo con ministri ad personam, nel potere giudiziario con giudici corrotti e nel potere della stampa con centinaia di addetti stampa al suo servizio in giornali e televisione.Il grado di elevazione di Berlusconi è l’aver capito quanto sia importante aggraziarsi le persone dicendo loro che sono brave anche quando non valgono nulla. A suon di sorrisi, favori e tangenti.Il Berlusconi odierno che arriva a sfigurare la Costituzione a sua immagine e somiglianza è l’espressione di un’Italia piatta dominata da un esercito di colti menefreghisti accecati dal potere.L’esercito di ignoranti ai loro piedi sono dei poveri ricattabili che per spirito di sopravvivenza hanno barattato la libertà che garantiva la Costituzione. Spesso senza rendersene conto.

Purtroppo senza conoscenza e senza informazione non c’è scampo. Ci sarà solo guerra non appena finirà la trippa per i gatti. Per ora tutto è apparentemente calmo perché la maggioranza di ignoranti sopravvive con la testa sotto la sabbia non sapendo, o fingendo di non sapere. In questo caso, forse, sopravvivere si sta meglio e più in pace che vivere da colti altruisti, trascinati alla morte dalla maggioranza degli ignoranti perché attanagliati dal pathos dell’agonia di questo irrecuperabile declino sociale.Mi vien di ribaltarmi e urlare viva la maggioranza di ignoranti che morirà uccisa improvvisamente. Senza grossi patemi."

venerdì 11 luglio 2008

Speranzoso pessimismo

Il Lodo Alfano è stato infine approvato alla Camera e ora dovrà quindi passare per il Senato. Se verrà approvato anche lì senza modifiche e Napolitano lo promulgherà (e ha già annunciato che lo farà) le quattro più alte cariche dello Stato, cioè Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio, non potranno essere processate per alcun reato commesso prima o durante il mandato istutizionale fino a quando esso finirà. Saranno quindi liberi e indisturbati nel commettere qualsiasi tipo di reato, perché tanto nessuno potrà imputarli, se non dopo che il mandato sarà scaduto.
Nonostante il pessimismo che questo provvedimento ammazza-democrazia mi porta, per il fatto di essere studiato a tavolino per salvare ancora una volta il premier dai suoi processi in corso (ne è dimostrazione plateale il fatto che la maggioranza è già disposta ad accantonare la legge blocca processi, giacché ora non serve più), per non essere di alcuna utilità (ma anzi, il contrario) ai cittadini e per il fatto che sancisce definitivamente la non uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, oggi sono riuscito comunque a ritrovare un po' di speranza ascoltando alla Camera quello che si sta mostrando come la rivelazione di questa legislatura, ossia l'Onorevole Barbato dell'Italia dei Valori (in foto). Mi riempie di ottimismo il suo volersi ribellare all'illegalità e il vederlo mosso da una così grande passione politica, che vedo molto simile alla mia. Per chi volesse ascoltare il discorso di Barbato, preceduto da quello dell' "Onorevole" Landolfi, qui il video:





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