giovedì 17 luglio 2008

Patteggiamento fantasma

Scopro oggi che nel pacchetto "sicurezza" approvato ieri alla Camera è stato aggiunto all'ultimo minuto un emendamento. A dimostrazione del fatto che quelli che dicono che l'informazione italiana è asservita ai poteri forti non soffrono di allucinazioni perenni e di uno stato confusionale perpetuo, la notizia di questo emendamento non è apparso su alcun giornale, né tantomeno è stato annunciato su alcun telegiornale. Tale emendamento riguarda un'ulteriore possibilità di patteggiamento per una persona imputata in un processo. Mi spiego meglio: secondo la legislazione vigente la possibilità di richiedere il patteggiamento è prevista prima dell'inizio del processo. Essa consiste in un accordo bipartisan tra accusa e difesa le quali decidono di fatto che l'imputato debba scontare la pena e questa pena, grazie al patteggiamento, cioè all'accordo da essi trovato, sarà ridotta di un terzo. La ratio di questo istituto giuridico è di fare in modo che il processo, dato l'accordo tra le due parti, possa chiudersi nel minor tempo possibile, evitando di far perdere tempo e danaro al sistema giudiziario e garantendo così un minor ingolfamento della giustizia. Ora, cosa prevede invece questa nuova norma inserita nel pacchetto sicurezza? Prevede che la possibilità di patteggiare sia prevista anche dopo il processo. Quindi se in un processo che si avvicina alla sentenza l'imputato si accorge di non avere o di avere scarse possibilità di essere assolto può richiedere il patteggiamento e in questo modo diminuire la sua pena di un terzo e, allo stesso tempo, evitare di dover spiegare le ragioni della colpevolezza, in quanto il patteggiamento non equivale ad una sentenza di condanna ma ad una sentenza di presa d'atto sull'accordo di una pena, a prescindere dalla colpevolezza. Tutto ciò, naturalmente, avviene dopo che è stato perso del tempo per svolgere l'intero processo e che sono stati utilizzati mezzi finanziari per sostenerlo. Ma non è finita qui. Questa simpatica leggina avrà effetti devastanti sulla certezza della pena: infatti, si garantirà l'impunità a chiunque abbia commesso un reato che preveda una pena fino a 7 anni e mezzo. Perché, vi chiederete? Ve lo spiego subito: prendiamo come esempio proprio una pena di 7 anni e mezzo. L'imputato decide di patteggiare e quindi riceve uno sconto di un terzo sulla sua pena, arrivando a 5 anni. A questo punto subentra il caro e vecchio indulto, che riduce la pena di altri 3 anni. Risultato finale? 2 anni. In Italia per reati fino a 2 anni non è previsto il carcere, ma l'obbligo di affidamento ai servizi sociali.

E' proprio azzeccato il nome "pacchetto sicurezza". Sicurezza di non esser condannati.

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